News - Ultime notizie

La storia di Kin

Kin è una bambina di 8 mesi, la sua mamma l'ha portata nella nostra Basic Health Clinic di Kawthaung perché continuavano a formarsi delle pustole sulla sua testa. Sister Rosa, una delle nostre infermiere, ha provato a rimuovere le pustole precedentemente sperando che fosse una piccola infezione della pelle così facile da contrarre a Kawthaung in assenza si rete fognaria e di acqua potabile. Ma le pustole continuavano a tornare e così anche Kin e la sua mamma alla nostra Clinica. 

Il dott. Ettore Rossi, uno dei nostri pediatri torinesi in visita nella Clinica ha potuto visitare approfonditamente Kin, scoprendo che la piccola aveva un'infezione più seria originata al di sotto della calotta cranica. A otto mesi la fontanella dei bimbi non è ancora chiusa e questa infezione si era insinuata all'interno della testa di Kin causandole quelle pustole. 
I nostri medici sono intervenuti subito fornendo il giusto antibiotico che potesse fermare l'infezione evitando di causare danni molto più seri.
La mamma di Kin non avrebbe potuto permettersi la cura di antibiotici, per questo forniamo a tutti i nostri pazienti non solo le visite ma anche tutti i farmaci di cui hanno bisogno. Gratuitamente.

Ora Kin ha imparato a camminare e non ha nessun ricordo del periodo in cui stava male, ma per noi saperla in salute è un risultato importante. Sappiamo che senza le cure giuste oggi non sarebbe tra noi.


La storia di May

La Clinica Mobile di MedAcross visita regolarmente una piantagione di gomma a più di quattro ore in auto dalla città più vicina, Kawthaung, nel Myanmar meridionale. Circa quaranta famiglie vivono lì con più di 100 bambini, completamente isolati anche dall'accesso all'assistenza medica. Ancora oggi nei villaggi rurali del Myanmar la metà dei bambini non arriva al compimento dei 5 anni perché la puntura di una zanzara, un incidente domestico o un semplice virus possono essere fatali

Una dei nostri pazienti, May, ha 8 anni e soffre di asma ed è stata registrata dalla Clinica Mobile per la prima volta nel luglio 2017. Nonostante fosse malata da diversi mesi non era mai stata in grado di raggiungere l'area visite, in quanto vive con la sua famiglia in una parte del villaggio irraggiungibile in auto e a circa un'ora di cammino tra sentieri scoscesi e alberi di gomma. Appena arrivata alla nostra clinica mobile è caduta a terra, esausta per il tragitto affrontato, per la maggior parte percorso sulle spalle del papà.

Ad agosto siamo andati a trovare May che ci ha accolti sorridente e piena di energia. Da qualche mese è ritornata in classe, anche se è sempre faticoso raggiungere la scuola, a più di un'ora di cammino dalla sua palafitta. 


La storia di May Thu Aye

May Thu Aye ha 18 anni e viene da una numerosa famiglia di religione hinduista. La mamma vive e lavora in Thailandia per mandare qualche kyat (la moneta locale) ai figli rimasti in Myanmar. Si vedono solamente una volta all’anno. Essendo la sorella maggiore, May si è dovuta prendere cura delle sorelline, abbandonando la scuola a soli 11 anni per iniziare a lavorare con la nonna nei campi di riso.

Sei mesi fa è venuta a conoscenza dell'esistenza del laboratorio tessile offerto, dalle RNDM per le giovani ragazze e ha subito deciso di partecipare per non perdere questa importante occasione. Grazie al laboratorio, May ha trovato la sua strada: il suo sogno è di diventare una brava sarta e riuscire a guadagnare a sufficienza per aiutare le sorelle a proseguire gli studi.


Ma Ku Kuu e la sua bambina

Medacross lavora in Myanmar in collaborazione con un partner locale, le Religeuses de Notre Dame de Missions. Sister Hellen si occupa a tempo pieno di assistere i malati di AIDS di Kawthaung e dei villaggi limitrofi. Oggi al suo ritorno a casa c'era ad aspettarla una giovane madre con la sua bambina, entrambe malate di HIV. Ormai il programma è famoso nella regione. In molti come loro arrivano da villaggi a ore di distanza da Kawthaung, affrontando un viaggio lungo e costoso per raggiungere Sister Hellen.  

Ma Ku Kuu, la madre, ha bisogno di aiuto per registrarsi in ospedale ed ottenere i medicinali gratuiti: sister Hellen conosce tutte le procedure e non ci sarà bisogno di chiedere nulla al personale dell’ospedale: la vergogna è l'ostacolo più difficile da affrontare per un malato di AIDS in Myanmar.

La sua bambina, anche lei malata, non dimostra più di due anni, è molto magra ma sorridente, non cammina ancora da sola né parla. Chiediamo la sua età. Ha compiuto quattro anni ad aprile.


Daw Cho e suo padre

Daw Cho è una ragazza di 24 anni. Vive con il padre nel quartiere degli slums di Kawthaung, nella rimessa in cui il proprietario della fabbrica di lavaggio del legno, per cui lavora il padre, concede loro di vivere. Lei si è ammalata di AIDS 5 anni fa, poco dopo il suo matrimonio con un ragazzo già malato che non le aveva mai parlato del suo problema. In seguito alla separazione Daw Cho è tornata a vivere con il padre vedovo, che si prende cura di lei con amore.

Durante la nostra visita lei siede su una stuoia a terra, dove entrambi dormono. Il muro alle sue spalle è completamente spoglio ad eccezione di due foto che ritraggono una bellissima ragazza: ci dice che è lei un paio di anni fa. Stentiamo a credere che possa essere la stessa persona che siede davanti a noi. 

Il mese scorso si è aggravata molto perché il suo corpo già debilitato ha dovuto lottare contro un virus gasrtointestinale. Probabilmente ha bevuto acqua contaminata, ma a Kawthaung l’acqua potabile non arriva attraverso le tubature, bisogna acquistarla ed il suo prezzo talvolta sfiora 2,50 dollari per L3 nei mesi secchi, quando non c’è acqua piovana da raccogliere.

Uscendo pensiamo a quanta differenza tra vita e morte possono fare per lei gli 11 dollari settimanali che riceve da Medacross per l’acquisto di cibo sano.


3