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Da quando è iniziata la pandemia da Coronavirus, MedAcross ha risposto alle necessità del territorio nel minor tempo possibile. 

La nostra clinica di Kawthaung è l'unico presidio clinico aperto, oltre all'ospedale, in città. Lo staff birmano di MedAcross ha adottato i protocolli di distanziamento fisico e di igienizzazione profonda già a partire da fine Marzo 2020. In questo modo possiamo garantire le cure alle famiglie più povere del territorio e di indirizzare i potenziali malati Covi-19 nei Centri di Quarantena organizzati dal governo. 

Da Maggio stiamo distribuendo kit di protezione per il Coronavirus alla popolazione più povera del sud del Myanmar, ECCO I NOSTRI NUMERI:

  • 12500 mascherine chirurgiche per i pazienti della clinica e per le persone sospette di aver contratto il corona virus 
  • 25000 mascherine in tessuto non tessuto lavabili per le famiglie più povere del territorio che non riescono ad acquistare questi presidi con gli attuali costi del mercato 
  • 1950 litri di gel igienizzante distribuito in flaconi alle famiglie che vivono nelle baraccopoli e nei villaggi più remoti, con problemi di accesso all'acqua pulita

Ecco un breve video che vi mostra una parte delle nostre azioni per gestire la pandemia in corso: 


Nel distretto di Kawthaung sono stati confermati i primi casi di Coronavirus, se la pandemia dovesse diffondersi nella regione le poche risorse sanitarie disponibili verrebbero esaurite nel giro di pochi giorni.

L'ospedale di Kawthaung è il centro di riferimento per tutti i casi di Coronavirus del distretto, pur essendo sprovvisto di terapia intensiva, senza ventilatori e con solo 4 posti letto per i pazienti più gravi. Per queste ragioni è fondamentale concentrare tutti gli sforzi nella prevenzione per evitare un disastro annunciato.

MedAcross ha deciso di agire in modo capillare, in collaborazione con le autorità sanitarie della regione, la Croce Rossa e Istituto Oikos, per portare aiuti tempestivi dove c'è più bisogno. Ecco cosa stiamo facendo:

  • Distribuzione di materiale informativo riguardo al Covid19 nei villaggi rurali e nelle piantagioni. Abbiamo deciso di preparare cartelloni plastificati e registrazioni che spiegano in modo pratico le norme di igiene alle popolazioni che vivono nelle zone più isolate.
  • Supporto per i centri di quarantena. Nel distretto sono stati allestiti 11 centri di quarantena per le persone sospette di Covid19, sono luoghi di fortuna gestiti da volontari senza preparazione sanitaria né mascherine (nella foto potete vedere il centro di Aung bar). Distribuiamo mascherine, pasti e schede telefoniche per i volontari e i pazienti del centro. 
  • Organizzazione di Cliniche Mobili a norma Covid19. Prima della pandemia, le giornate di Clinica Mobile erano molto attese dagli abitanti dei villaggi che creavano lunghe file per poter essere curati. Il nostro staff sta lavorando con le autorità locali per riorganizzare le visite nei villaggi in modo sicuro, rispettando le distanze di sicurezza per prevenire il virus. 
  • Laboratorio tessile per creare mascherine. Il laboratorio tessile gestito dalle suore RNDM realizzerà mascherine di tessuto da distribuire alla popolazione in forma preventiva. Lavandole quotidianamente ad alte temperature possono essere un utile strumento per evitare la trasmissione di germi.

Se la pandemia dovesse diffondersi in modo incontrollato, morirebbero moltissime persone senza nessuna assistenza ospedaliera. Puoi aiutarci organizzando una raccolta fondi a favore di MedAcross su Facebook ! Qui puoi trovare una rapida guida su come fare.


In Italia siamo tutti consapevoli delle misure restrittive per ridurre l'epidemia del Coronavirus. Come associazione formata da medici, abbiamo monitorato la situazione del virus, attivando misure di sicurezza preventiva per la pandemia in corso. 

Se l'epidemia arriverà in paesi come il Myanmar non sarà come essere in guerra. Sarà peggio. 
Nella provincia di di Kawthaung vivono oltre 200 mila abitanti e non c'è una terapia intensiva nell'ospedale di riferimento!

Ad oggi non sono stati confermati casi sospetti. Abbiamo comunque allertato il nostro staff a seguire le regole raccomandate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

COME STIAMO AGENDO:

  • Dottoresse e infermiere utilizzano mascherine chirurgiche e guanti (strumenti che utilizzavano anche prima della pandemia) dotando anche i pazienti di mascherina. 
  • Il gel igienizzante viene utilizzato frequentemente per prevenire il passaggio di germi da una persona all'altra.
  • I pazienti che attendono il loro turno all'interno della clinica non possono superare il numero di 3 per mantenere la distanza consigliata.
    Abbiamo allestito molte sedute distanziate di un metro l'una dall'altra per far accomodare gli altri pazienti al di fuori della clinica.

Per iniziativa spontanea di MedAcross, lo staff ha ricevuto una formazione specifica per riconoscere i sintomi del Coronavirus ed educare la popolazione a cambiare le proprie abitudini per evitare che il virus possa diffondersi. 
In luoghi come questi la prevenzione è l'unica strada possibile, non potendo contare su una sanità efficente. 


A febbraio 2020abbiamo realizzato un nuovo, grande obiettivo: visitare i pazienti delle Isole Andamane, dove non esistono ospedali o farmacie. Fondazione Specchio dei tempi, al nostro fianco dal primo giorno, ha creduto e ci ha sostenuto in questa nuova sfida per curare le persone più isolate della regione.  

Come prima missione, abbiamo scelto l’isola di Makyone Galet, a 130 chilometri da Kawthaung. Le famiglie che abitano quest’isola vivono di pesca da generazioni, ma la pesca intensiva dei paesi vicini sta minacciando il loro ambiente, rendendoli estremamente poveri. 

Quando un abitante di queste isole si ammala, deve raggiungere la terraferma per comprare un medicinale. Solitamente i pazienti compiono il costoso viaggio per arrivare all’ospedale solo quando le loro condizioni sono estremamente critiche. Questo purtroppo significa che spesso è troppo tardi per risolvere il problema.

Per realizzare questo progetto il nostro staff medico di Kawthaung ha iniziato la giornata alle 6 del mattino, percorrendo due ore di strada con la Clinica Mobile per raggiungere la costa. Da lì abbiamo imbarcato tutta l’attrezzatura medica su una barca per raggiungere l’isola. Non è stata una passeggiata. Il mare può essere molto agitato se ci si imbatte in un’improvvisa tempesta (realtà molto probabile in un clima monsonico). Arrivati a Makyone Galet abbiamo trovato la comunità locale ad accoglierci che, insieme agli operatori di Oikos Onlus, ci ha aiutato a sbarcare l’ingombrante materiale sanitario. Insieme abbiamo allestito un punto di visita al riparo di una tettoia. In una giornata siamo riusciti a visitare 95 pazienti fornendo a molti la loro prima visita medica strutturata, completa di libretto sanitario in cui appuntare tutti i follow up delle prossime visite.

Per capire l'importanza del nostro intervento leggi la storia di Nilar, che abbiamo conosciuto proprio a Makyone Galet.

 


Luca Cordero di Montezemolo è il presidente del Comitato Scientifico di MedAcross ed è docente di Pediatria all'Università degli Studi di Torino.

Ad ottobre 2019 fa ha deciso di partire per il Myanmar per osservare da vicino il lavoro quotidiano delle nostre nuove dottoresse birmaneThin Thin e Hsu Nandar.

Ecco il suo resoconto:
"Oggi parto con la Clinica Mobile per raggiungere il villaggio di Lone Phaw, al confine con la Thailandia, il viaggio è lungo e la giornata inizia alle sei e mezza del mattino.
Le infermiere e le dottoresse parlano e canticchiano per tutto il viaggio, rendendo piacevoli le due ore di percorso fuori strada per raggiungere il villaggio.
Quando arriviamo ci sono già una trentina di pazienti che ci aspettano. Allestiamo la sala d'aspetto sotto una tettoia in riva al fiume che ci separa dalla Thailandia e disponiamo tutto il materiale medico per iniziare le visite. Le dottoresse e le infermiere si dividono i compiti in modo da poter visitare tutti i pazienti, che nel frattempo sono aumentati.
Le visite durano tutto il giorno e noto con piacere che le dottoresse, nonostante la giovane età, hanno ottime competenze nel gestire i pazienti. Sono attente nel capire il malessere della persona che hanno di fronte e nel fornire una cura adeguata.
Gli abitanti di Lone Phaw e delle piantagioni vicine non possono permettersi di comprare le medicine di cui hanno bisogno e vivono in luoghi così remoti da non potersele procurare (immaginate di dover fare 80 km piedi per comprare un antibiotico!). Quando visitiamo i pazienti cronici in Clinica Mobile, forniamo loro la cura che può durare fino al nostro ritorno, che avviene dopo circa un mese. L'insulina per i diabetici è fondamentale, ma i costi per sostenere queste cure sono la nostra sfida maggiore."

 


Il Myanmar è il paese più povero del sud est asiatico. Nella regione del Tanintharyi, a sud del paese, le vaste foreste pluviali sono state disboscate per far posto a piantagioni di palma da olio.

In questi luoghi vive il 65% della popolazione, per la maggior parte lavoratori delle piantagioni e le loro famiglie, senza nessun tipo di infrastrutture. 30 mila persone vivono in case costruite su palafitte di legno ai lati della piantagione, senza strade (nemmeno sterrate) e separati dal primo villaggio da ore di cammino.

A marzo 2019, grazie al contributo di Specchio dei Tempi, siamo riusciti a dotarci di un pick-up attrezzato a Clinica Mobile. In questo modo riusciamo a visitare ogni mese 8 siti rurali che distano da due a quattro ore di macchina da Kauthaung, la nostra sede. 

Con questo intervento riusciamo a fornire visite e medicinali gratuiti a 1000 pazienti ogni mese che, altrimenti, sarebbero del tutto esclusi dai servizi sanitari. 

In un anno abbiamo curato bambini affetti da malnutrizione e problemi respiratori, fornito profilassi antimalariche a intere famiglie e gestito molti traumi causati dalle pesanti ore di lavoro nelle piantagioni. 

Grazie a Specchio dei Tempi e alle donazioni dei nostri sostenitori, possiamo arrivare nelle zone più remote del Myanmar del sud curando chi sembra invisibile a molti sguardi, ma noi al nostro.


MedAcross ha iniziato a lavorare in Myanmar nell'ottobre del 2016, ristrutturando la Basic Health Clinic di Kawthaung che ad oggi ha in cura oltre 3.000 pazienti, con una media di 50 visite al giorno.
Il distretto di Kawthaung si trova nella regione più meridionale del Myanmar, sulla punta della penisola, al confine con la Thailandia. Degli oltre 200.000 abitanti del distretto, circa 30.000 sono IDPs (emigrati interni), che provengono da diverse regioni dello stato con la speranza di trovare lavoro a Ranong, la prima città thailandese al confine. Solo il 35% della popolazione vive in città e può facilmente raggiungere ospedali, cliniche e ambulatori, mentre il restante 65% vive in aree rurali, dove le strutture sanitarie sono poche, scarsamente equipaggiate di farmaci e personale e difficilmente raggiungibili.

Questa regione costellata di piantagioni di palma da olio e foresta è tra le più povere del paese e i costi dei servizi sanitari sono proibitivi per la maggior parte della popolazione. Per questo motivo abbiamo avviato il nostro programma di cure mediche gratuite a Kawthaung, perché dove serve una mano noi ci mettiamo il cuore.


A Kawthaung, nell’estremo sud del Myanmar, MedAcross lavora per garantire il diritto alla salute per tutti.

In quest’area la povertà, talvolta estrema, rende difficile per le famiglie far fronte alle spese quotidiane e l’accesso alle cure è spesso a rischio. Inoltre l’elevato tasso di abbandono scolastico si trasforma in altre gravi piaghe sociali: prostituzione e diffusione dell’HIV. Il basso livello di scolarizzazione produce generazioni di analfabeti per i quali è impossibile trovare un posto di lavoro dignitoso. In questa situazione l’unica possibilità di sopravvivenza è vendere il proprio corpo ma le conseguenze sono devastanti, soprattutto in una società in cui l’AIDS costituisce ancora un grande stigma.

L'attività clinica sarà ufficialmente avviata il 5 Marzo 2017. Alla Basic Health Clinic di MedAcross i pazienti saranno assistiti da medici locali per avere visite complete e potranno ritirare i farmaci gratuitamente presso la farmacia interna. Le infermiere supporteranno inoltre l’inserimento dei pazienti HIV nel programma statale che fornisce settimanalmente i farmaci salvavita, oltre a gestire il Nutritional Program, un supporto economico che permette alle famiglie dei malati in difficoltà di acquistare prodotti sani e acqua potabile.